Ho dipinto anche la mia camera da letto così
per respirare un po' di Grecia, pur non essendoci mai stata.
Ed ora ecco qui, l'ho vista.
10 giorni più o meno,
abbastanza per rimanere dentro gli occhi.
Era proprio come me l'aspettavo, o forse no, era un po' più "normale" e questo, nei miei, ricordi l'ha resa ancora più straordinaria. Siamo stati a Naxos, con una piccola tappa ad Atene.
Ci sono mille cose, che rivedendo le foto, mi son rimaste dentro: il vento prima di ogni altra cosa. Il vento che faceva muovere le conchiglie appese un po' ovunque e che, irrazionalmente, mi son portata a casa, come se contenessero l'aria stessa di libertà che respiravo.
Il mare naturalmente, le sue mille sfumature, i suoi cavalloni che più di una volta m'han buttata per aria..a ridere, come una bambina.
Le persone, accoglienti e tranquille. Il balconcino su cui facevamo colazione guardando i tetti bianchi delle altre case.
E poi il fresco delle insalate, di cetrioli, pomodori e peperoni che ho mangiato fino allo svenimento e che, contrastavano, quel forte sapore di aglio, quasi onnipresente.
Ed ancora i polpi appesi, i gatti sotto i tavoli dei ristoranti, le stradine del Kastro senza uscita, la musica sottile, lo yoghurt denso...
Atene è ufficilmente la città più calda in cui sia stata, è particolare e sicuramente lì si sente la crisi, ma ha un che di affascinante, sarà l'Acropoli che spunta fuori all'improvviso in pieno centro, saranno i cani malinconici un po' ovunque, o forse i contrasti così forti.
Mi sembra ancora di poter far pochi metri e tornare lì, sulla spiaggia, a guardare il tramonto.